La Disprassia visiva è un disturbo che si manifesta dall’età infantile con la difficoltà nella gestione dei movimenti oculari, nella fissazione, esplorazione visiva e integrazione visuo-motoria comunemente utilizzati nelle attività della vita quotidiana.
È presente dalle prime fasi di sviluppo e non dipende da deficit neurosensoriali e neuromotori; il livello cognitivo è nella norma.

Un bambino disprassico, anche quando ha imparato a eseguire determinate azioni, necessita di tempi più lunghi e manifesta lentezza esecutiva sia in attività della vita quotidiana sia nelle attività scolastiche. Può presentare un ritardo nell’organizzazione del gioco e del disegno, con difficoltà in compiti visuo-spaziali e deficit costruttivi (per esempio cercare un oggetto, orientarsi, difficoltà nel riconoscimento di figure e nell’incolonnare…)

Alcuni sintomi possono essere l’incapacità di fissare in modo prolungato un oggetto fermo o in movimento con perdite di fissazione, posizioni compensatorie del capo nel tentativo di fissare meglio, sguardo sfuggente…
I bambini o gli adulti con Disprassia visiva/DCD hanno difficoltà di inibizione dei movimenti saccadici e a mantenere l’attenzione su un target visivo. Questi dati confermano evidenze già presenti in letteratura. (Sumner et al., 2016)

È importante eseguire riabilitazione visiva mirata per affrontare e sostenere la disprassia visiva dell’età evolutiva.

Ortottista, Tiflologa ed Educatrice,

Dott.ssa Marina Stazzi

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